lunedì 25 febbraio 2013

attività fisica in gravidanza


Non è vero che nei nove mesi non si può fare attività fisica: alcuni movimenti e determinate attività, al contrario, favoriscono il benessere della futura mamma. A patto, naturalmente, che siano morbidi e calibrati sulle sue possibilità. Sì allo sport perché...

- Se la gravidanza procede bene e non si manifestano problemi particolari - l’ipertensione è tra questi, così come le avvisaglie di un possibile parto prematuro - praticare una moderata attività fisica nel corso della gravidanza è sicuramente una buona abitudine. L’esercizio, infatti, stimola la circolazione del sangue, favorisce l’ossigenazione della mamma e del piccolo e stimola il sonno.

- Se i muscoli sono bene allenati offrono un sostegno migliore al pancione e alleviano eventuali dolori alla schiena.

- Praticare costante esercizio fisico fa bene anche allo spirito: il movimento provoca nel nostro organismo una maggiore produzione di endorfine, ormoni che, una volta in circolo, regalano una sensazione di benessere alla futura mamma e al suo bambino. Strafare non è necessario: una semplice camminata è sufficiente, oppure una nuotata in piscina.

La tua salute nelle prime settimane di gestazione


Fin dalle primissime settimane di gestazione, l’organismo materno subisce una vera e propria rivoluzione, soprattutto a livello ormonale: aumentano estrogeni e progesterone, le endorfine, la gonadotropina corionica umana (HCG), l’adrenalina e la prolattina. E a questi si aggiungono anche tutti gli ormoni prodotti dalla placenta. Questo nuovo assetto, indispensabile per creare un ambiente adatto alla crescita del feto, è però responsabile dei piccoli disturbi tipici della gravidanza.

Malessere generale e nausea

I primi mesi sono spesso accompagnati da senso di stanchezza, difficoltà di concentrazione e disturbi del sonno. E da una fastidiosa nausea, che si presenta in genere al mattino a digiuno. Ne è responsabile l’ormone HCG, prodotto in abbondanza per proteggere l’embrione e mantenerlo in utero fino a quando la placenta non è perfettamente formata, in genere alla 12ª settimana.
- Cosa fare: mangia poco e spesso nella giornata, in modo da prevenire nausea e abbassamento del livello di zucchero nel sangue, responsabile del senso di spossatezza. Sempre contro la nausea, sgranocchia cracker o biscotti, cibi asciutti che assorbono i succhi gastrici e, lontano dai pasti, bevi qualche bibita gassata.

Seno indolenzito


Già all’inizio della gravidanza il seno aumenta il suo volume, dando un senso di tensione e a volte pizzicore. Il motivo? Benché manchino ancora parecchi mesi al parto, l’organismo ha già attivato una superproduzione ormonale, la cui finalità è favorire l’allattamento.
- Cosa fare: scegli un reggiseno che sostenga e contenga bene. Se a fine gestazione il dolore aumenta, indossalo anche di notte.

Gli esami del primo trimestre


Emocromo

Serve a valutare la concentrazione dei globuli rossi nel sangue e a diagnosticare un'eventuale anemia. Quando farlo: all’inizio gravidanza, tra la 28ª e la 32ª settimana e tra 36ª e la 37ª settimana.

La prima ecografia

Serve a visualizzare il battito cardiaco fetale, per controllare se la gravidanza è singola o gemellare e per misurare le dimensioni dell'embrione per stabilire la sua età. Secondo le attuali linee guida della Società italiana di Ecografia Ostetrico-Ginecologica (Sieog), in condizioni normali il numero di ecografie durante i nove mesi dovrebbe essere tre. La prima, che si esegue preferibilmente tra la 10ª e la 13ª settimana, serve per datare la gravidanza, visualizzare l’embrione, controllare l’attività cardiaca, il sacco vitellino e il trofoblasto, da cui si svilupperà poi la placenta. Si esegue a vescica moderatamente piena, perché i liquidi conducono meglio gli ultrasuoni, mentre l’aria li rifrange. Il ginecologo di solito inizia l’esame con una sonda addominale, spalmando del gel sulla pancia per migliorare la conduzione degli ultrasuoni. Ma può anche decidere di utilizzare una sonda transvaginale, specialmente se l’esame viene eseguito in epoca precoce, perché fornisce immagini migliori. La seconda ecografia, chiamata morfologica, verrà eseguita tra la 20ª e la 22ª settimana per valutare l’anatomia del bambino per lo screening delle principali malformazioni. La terza, infine, fra la 30ª e la 32ª settimana, verifica se il feto sta crescendo bene e se la sua posizione fa prevedere un parto naturale. Quando farla: entro la 13ª settimana.

le visite in gravidanza



Il primo incontro con il ginecologo

Se il test ha esito positivo, la prima cosa da fare è prendere appuntamento con il proprio ginecologo. La prima visita è la più ‘impegnativa’: il ginecologo valuta lo stato di salute della donna, ne misura la pressione e il peso, raccoglie informazioni sulla sua storia medica e su quella familiare. Nel corso della visita, inoltre, viene effettuata la prima ecografia, con la quale il medico valuta l’impianto e lo sviluppo dell’embrione nell’utero, ne rileva il battito cardiaco e ne misura le dimensioni. Una donna sana, che non abbia particolari problemi di salute, può scegliere di essere seguita dall’ostetrica invece che dal ginecologo. In caso di complicazioni, sarà l’ostetrica stessa a indirizzarla dallo specialista. Ma se la futura mamma ne sente l’esigenza, nulla e nessuno vietano di avere entrambe le figure come riferimento. Il calendario delle visite e degli esami di controllo è lo stesso. E spesso, il rapporto che si instaura tra la futura mamma e l’ostetrica è caratterizzato da una maggiore intimità rispetto a quello, a volte formale, tra paziente e ginecologo.

viaggio intorno al pancione


Nel corso dei nove mesi, il ventre materno subisce grandi trasformazioni, dapprima impercettibili, poi man mano più vistose. Osservare come cresce esteriormente significa conoscere meglio quello che succede al suo interno.

- La pancia praticamente non si nota o, al massimo, si osserva un leggero arrotondamento verso la fine del periodo.

- L’assenza della pancia è dovuta al fatto che l’utero è ancora contenuto nello spazio formato dalle ossa pelviche. Verso il quarto mese, però, inizia a sporgere verso l’esterno, venendo a contatto con la parete addominale. A partire da questo momento, cresce di circa 3 centimetri ogni mese, per arrivare, alla 36esima settimana, appena sotto lo sterno. All’ora del parto, l’utero raggiunge una lunghezza di 32 centimetri, una larghezza di 22 e un peso di un chilo, un chilo e mezzo.

- Se queste sono le ‘misure interne’ del pancione, all’incirca uguali per tutte le donne, la situazione all’esterno cambia visibilmente. C’è chi al sesto mese esibisce un ventre poco più che piatto e chi, alla stessa epoca, sembra sul punto di partorire. Anche la forma e l’altezza cambiano. Da cosa dipende tutto ciò? Sicuramente dallo spazio interno: se il bacino è capiente, l’utero può espandersi anche lateralmente e, di conseguenza, il pancione sarà più tondo e meno prominente, mentre una mamma con i fianchi stretti avrà un addome più sporgente. L’altezza del pancione, invece, dipende soprattutto dall’epoca della gravidanza. Fino alla 36esima settimana l’utero cresce in lunghezza e il pancione è più arrotondato sopra l’ombelico. In seguito, il piccolo comincia a incunearsi verso il canale del parto, perché si avvicina il momento della nascita. Ecco, allora, che la pancia si abbassa, ossia diventa più tonda sotto l’ombelico. Si tratta di cambiamenti fisiologici, indicativi del fatto che tutto sta andando per il meglio.

- Non bisogna dare credito, invece, alle credenze popolari secondo cui si potrebbe indovinare il sesso del bimbo dalla forma della pancia. Tanto è vero che questi detti variano molto nelle diverse aree geografiche e, a volte, addirittura si contraddicono.

 Pancione e dintorni

Nel corso della gravidanza, avvertire qualche doloretto è normale. Nei primi mesi si può avere un senso di pesantezza e di dolenzia che interessa, più che il pancione in senso stretto, tutta la zona lombare, dato che le innervazioni dell’utero vanno verso la schiena. Questo fastidio tende a ripresentarsi verso il terzo trimestre e in questa fase della gravidanza, a tratti, si può anche sentire l’utero irrigidirsi. Sono segnali che l’organo sta ‘lavorando’.

Dal punto di vista del bambino

Nel primo trimestre, i movimenti del piccolo sono involontari, ma indispensabili per il corretto sviluppo della muscolatura e del sistema nervoso.

E ‘papà’ che ne pensa?

Le dimensioni ancora ‘small’ del pancione fanno sì che il rapporto di coppia non cambi. Eventuali ostacoli a una serena vita sessuale, semmai, sono i repentini sbalzi d’umore cui la futura mamma va spesso incontro o i piccoli inconvenienti tipici dei primi mesi di gestazione: nausee, giramenti di testa, indolenzimento al seno…


come cambia il tuo corpo


Il primo mese

Niente appare diverso dal solito per il momento, a parte… lo sguardo, che si fa irresistibilmente luminoso! Quello che si credeva un semplice luogo comune, in realtà è un dato di fatto supportato da conferme scientifiche. L’aumento dell’idratazione e dell’irrorazione sanguigna che coinvolgono l’intero organismo materno fin dalle prime settimane di gravidanza rendono gli occhi più lucidi e luminosi.

 Secondo mese

I mutamenti ormonali in atto nell’organismo della futura mamma iniziano a produrre cambiamenti visibili nel suo corpo.

- Fin dalle prime settimane di gravidanza alcune gestanti possono avvertire un aumento della tensione e del turgore del seno. Una sensazione destinata ad acuirsi nel corso del secondo mese, quando i capezzoli e le areole tendono ad assumere un colore più scuro. È l’avvio di un processo di trasformazione che nell’arco dei nove mesi preparerà il seno al delicato compito dell’allattamento.

- Un altro fenomeno di origine ormonale che può manifestarsi nel secondo mese di gravidanza è la produzione di una quantità eccessiva di saliva (ipersalivazione o ptialismo), associata a difficoltà di deglutizione. È un effetto del progesterone, che agisce sulle ghiandole salivari e sui muscoli che controllano la deglutizione. Sgranocchiare un biscotto secco o un cracker dovrebbe essere sufficiente a tenere il fastidio sotto controllo.

- Infine, il secondo mese è il momento giusto per iniziare una vera e propria ‘campagna’ anti-smagliature, che potrebbero comparire più avanti, nel corso della gravidanza, su addome, fianchi, cosce. Per prevenire questo piccolo problema ( che è unicamente di natura estetica, vale la pena sottilinearlo!) il consiglio è trattare la pelle con abbondanti dosi di idratante, ricorrendo a emulsioni od olii.

- E ancora, l’effetto degli ormoni può favorire una congestione delle mucose nasali e una maggiore facilità di sanguinamento del naso. Una goccia di lanolina nelle narici alla sera prima di dormire impedisce alle secrezioni di seccarsi e previene il disturbo.

 Terzo mese

Il passaggio dal secondo al terzo mese non comporta grandi cambiamenti nel corpo della futura mamma. Tuttavia, poiché l’utero è più voluminoso e inizia a esercitare una certa pressione sulla vescica, è normale avvertire uno stimolo a fare pipì più frequente del solito.

- Inoltre, gli ormoni della gravidanza agiscono sulla pelle della donna, che appare più morbida e luminosa, ma al tempo stesso diviene più vulnerabile ai raggi del sole. In questo periodo, in pratica, un’esposizione anche breve può innescare una produzione ‘disordinata’ di melanina, a sua volta causa della formazione di macchioline ambrate su viso e decollété. Il consiglio, quindi, è prendere il sole con estrema cautela, progressivamente e solo dopo aver spalmato le zone esposte con adeguate creme protettive, perché una scottatura potrebbe favorire la formazione di macchie più estese e persistenti, il cosiddetto cloasma gravidico.

- Il terzo mese, poi, rappresenta il momento giusto per fare un primo bilancio sul peso guadagnato dalla futura mamma. Di solito l’aumento complessivo a quest’epoca è di un chilo e mezzo, con variazioni individuali di una decina d’etti in più o in meno. Chi riscontra un incremento maggiore dovrebbe non eccedere nel consumo di dolci e alimenti ipercalorici. Tra l’altro, le esigenze alimentari dell’organismo materno al terzo mese cominciano a cambiare: aumenta il fabbisogno di proteine, ferro, acidi grassi omega-3 e calcio, indispensabili per il corretto sviluppo dell’embrione. È bene quindi che la donna prediliga gli alimenti che ne sono ricchi come pesce, carne, latte e latticini. Il fabbisogno quotidiano calorico cresce di circa 300 calorie, l’equivalente di un paio di panini da 50 grammi, o di un panino al prosciutto.

- Chi, in particolare, taglia il traguardo del terzo mese in corrispondenza della stagione calda può lamentare problemi di disidratazione. A monte, la minore capacità di autoregolazione della temperatura corporea e della sudorazione tipica della gravidanza. Il consiglio è, quindi, bere molta acqua o spremute di frutta, meglio se fatte in casa e senza zucchero.