lunedì 25 febbraio 2013

Esame integrato


Si chiama così perché integra i risultati del test combinato (translucenza nucale e prelievo) con quelli di un ulteriore esame del sangue che viene eseguito dopo. Nel secondo appuntamento si dosano altri tre ormoni (alfafetoproteina, estriolo e gonadotropina corionica).
L’esito si ha solo dopo questo prelievo (cioè il tritest).

QUANDO
L’ecografia della translucenza nucale e il primo prelievo si effettuano tra l’11ma e la 13ma settimana. Il secondo alla 15ma-16ma.

COSA RIVELA
Oltre alla Sindrome di Down e altre anomalie cromosomiche, fornisce anche il rischio per i difetti del tubo neurale (spina bifida). Ma in questo caso, trattandosi di una malformazione, i sospetti vanno confermati con un’ulteriore ecografia verso la 20ma settimana.

CAPACITA' PREDITTIVA
È la stessa del test combinato, cioè l’85%, ma ha un minor numero di falsi positivi (2-3%).





Già da alcuni anni in Piemonte, l’Ospedale Ginecologico Ostetrico Sant’Anna di Torino, la più grande maternità italiana, sta sperimentando l’efficacia del Test Integrato. E qui arrivano i campioni da analizzare da tutta la regione. Ma questo tipo di esame per ora non si è diffuso in altre realtà ospedaliere (tranne Trieste, che l’ha adottato per 3 anni e poi abbandonato).
“Il Test Integrato si svolge in due tempi: prima l’ecografia della translucenza nucale e un prelievo, e dopo un mese un altro esame del sangue.
Aspettare senza sapere nulla è certamente uno svantaggio, ma rispetto agli altri test di screening, a parità di capacità predittiva, ha una percentuale inferiore di falsi positivi, che nello specifico coincidono con il totale dei casi soltanto dubbi e che quasi sempre si rivelano assolutamente normali.
Quindi, riduce il numero di amniocentesi inutili con il relativo rischio di perdere il bambino.

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