Emocromo
Serve a valutare la concentrazione dei globuli rossi nel sangue e a diagnosticare un'eventuale anemia. Quando farlo: all’inizio gravidanza, tra la 28ª e la 32ª settimana e tra 36ª e la 37ª settimana.
La prima ecografia
Serve a visualizzare il battito cardiaco fetale, per controllare se la gravidanza è singola o gemellare e per misurare le dimensioni dell'embrione per stabilire la sua età. Secondo le attuali linee guida della Società italiana di Ecografia Ostetrico-Ginecologica (Sieog), in condizioni normali il numero di ecografie durante i nove mesi dovrebbe essere tre. La prima, che si esegue preferibilmente tra la 10ª e la 13ª settimana, serve per datare la gravidanza, visualizzare l’embrione, controllare l’attività cardiaca, il sacco vitellino e il trofoblasto, da cui si svilupperà poi la placenta. Si esegue a vescica moderatamente piena, perché i liquidi conducono meglio gli ultrasuoni, mentre l’aria li rifrange. Il ginecologo di solito inizia l’esame con una sonda addominale, spalmando del gel sulla pancia per migliorare la conduzione degli ultrasuoni. Ma può anche decidere di utilizzare una sonda transvaginale, specialmente se l’esame viene eseguito in epoca precoce, perché fornisce immagini migliori. La seconda ecografia, chiamata morfologica, verrà eseguita tra la 20ª e la 22ª settimana per valutare l’anatomia del bambino per lo screening delle principali malformazioni. La terza, infine, fra la 30ª e la 32ª settimana, verifica se il feto sta crescendo bene e se la sua posizione fa prevedere un parto naturale. Quando farla: entro la 13ª settimana.
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