domenica 24 febbraio 2013

No all’ibuprofene in gravidanza



Aspetti un bambino e hai bisogno di un analgesico? Evita l’Ibuprofene e prediligi il paracetamolo. Uno studio canadese, infatti, ha confermato nuovamente quanto era già emerso in passato: il rischio di aborto sarebbe maggiore, addirittura doppio. Lo studio, pubblicato sul Canadian Medical Association Journal, è stato condotto su 4.700 donne che avevano abortito.

I farmaci antinfiammatori non steroidei, i cosiddetti FANS, usati comunemente ad esempio contro il mal di testa, sono sconsigliati in gravidanza: oltre all’ibuprofene, anche l’acido acetilsalicilico, il diclofenac, il ketoprofene e la nimesulide. Se ne sconsiglia l’uso specialmente durante il primo trimestre per il maggiore rischio di aborto spontaneo, e nel terzo, dopo la 30esima settimana, perché potrebbero provocare la chiusura del dotto di Botallo, un vaso importante per la circolazione sanguigna del feto.
“Dobbiamo consigliare alle donne di evitare di acquistare antidolorifici da banco”, dice Janet Fyle del Royal College of Midwives. “Se una donna incinta ha bisogno di qualche analgesico, il paracetamolo è il più appropriato”.




Se si hanno dei dubbi sui farmaci da assumere in gravidanza, alcuni centri offrono dei servizi telefonici di consulenza medica gratuita.

- Il Centro Regionale di Informazione e Documentazione sul farmaco (CRIF), che fa parte del Laboratorio per la Salute Materno-Infantile dell’Istituto Mario Negri di Milano ha attivato il numero verde: 800 88 3300.

Il Filo Rosso Asm (Associazione Italiana Studio Malformazioni) dispone di quattro strutture:
- a Milano, presso l'Ospedale San Paolo (tel. 02-89.10.207);
- a Roma, nell'Ospedale Fatebenefratelli Isola Tiberina, il lunedi', martedi', mercoledi' e venerdi' dalle 14.00 alle 17.00. Il giovedi' dalle 10.00 alle 13.00, (tel. 06-58.00.897);
- a Napoli, presso il Policlinico Universitario Federico II (Tel. 081-54.63.881);
- a San Giovanni Rotondo, nella "Casa Sollievo della Sofferenza" (tel. 0882-41.62.91), specializzato nelle malattie di origine genetica.

Nessun commento:

Posta un commento