lunedì 25 febbraio 2013

Come cresce nel primo trimestre


1ª-2ª settimana

In realtà non esistono: queste due settimane sono una convenzione, che serve ai ginecologi per calcolare la data del parto. Visto che il giorno esatto del concepimento è spesso difficile da individuare, i medici preferiscono partire da una data certa: quella dell’inizio della mestruazione che precede il concepimento, che indica appunto il primo giorno della prima settimana d’attesa. Il bimbo insomma non c’è ancora.

3ª settimana

L’uovo, rilasciato dalle ovaie nelle tube di Falloppio, incontra gli spermatozoi: uno di essi riesce a penetrarlo, i loro nuclei si fondono e dopo circa 30 ore la cellula comincia a dividersi. Sei giorni dopo, una pallina di 12-16 cellule (morula) entra nell’utero e si annida su una parete dell’organo.

4ª settimana

L’uovo fecondato è ormai annidato
nello spessore della mucosa uterina (endometrio). Parte delle sue cellule si stacca dall’embrione per formare la futura placenta, che lo nutrirà fino alla fine della gravidanza. Le cellule rimanenti servono invece a costruire il corpo del bambino e si dividono in tre strati: lo strato più interno darà origine a polmoni, fegato e sistema digerente; lo strato mediano a ossa, muscoli, reni, organi sessuali e cuore; lo strato esterno a pelle, capelli, occhi e sistema nervoso.

5ª settimana

Fino a questo punto è stato solo una massa di cellule, ma ora il suo corpo comincia a prendere forma, si delineano la testa e il tronco. In tutto è lungo 1,5-2,5 mm, cervello e vasi sanguigni sono già abbozzati. Merito dei geni architetti (Hox) che dicono alle varie cellule dove sistemarsi.

6ª settimana

Il suo cuore
(un minuscolo tubicino) comincia a battere, si abbozzano occhi e orecchie, mentre dal corpicino (lungo quasi 4mm) spuntano le future braccia e gambe. Un altro tipo di geni architetti (definiti “Pax”) dice al cuore di mettersi a sinistra e guida l’abbozzo del fegato a destra.

7ª settimana

Ora ha anche naso e bocca e dagli abbozzi degli arti superiori sono spuntate le mani, simili a palette. Il piccolo ha già un cordone ombelicale e misura il doppio rispetto alla settimana precedente: 8 mm circa, con un peso di circa 0,8 gr. Il sistema digerente e i polmoni si stanno formando.

8ª settimana


Si formano i piedi
, anch’essi a paletta, ma nel frattempo si sviluppano le dita delle mani, che restano però ancora attaccate l’una all’altra. Il bimbo è lungo appena 13 mm, ma non somiglia più a un “fagiolino”: testa, occhi, braccia e gambe gli danno già la forma di un piccolo d’uomo. Gli abbozzi degli organi sessuali cominciano a svilupparsi, ma a questo stadio maschi e femmine sono ancora indistinguibili. Cominciano a formarsi le prime ossa e perfino gli abbozzi dei denti nelle gengive. 

9ª settimana

Può già fare movimenti spontanei
: se viene accidentalmente toccato dalla parete uterina si ritrae. Se è maschio, ha già i testicoli, che però sono ancora all’interno del corpo; se è femmina ha le ovaie. Le dita dei piedi cominciano a svilupparsi e si apre l’ano. Il piccolo pesa ben... 2-4 grammi.

10ª settimana

Tutti gli organi vitali hanno preso forma
e le dita si staccano l’una dall’altra. Ora cresce soprattutto il cervello, che arriva a produrre 250 mila nuovi neuroni al minuto. Se il bimbo è un maschio, comincia a produrre testosterone, l’ormone che permetterà lo sviluppo del pene.

11ª settimana

Ora non è più un embrione, ma un feto: il suo aspetto è molto simile a quello del neonato, anche se in miniatura. La testa, però, è ancora lunga quanto il tronco. Si formano le unghie di piedi e mani e l’iride degli occhi. Il piccolo si muove già nell’utero, ma la mamma non se ne accorge.

12ª settimana

Si delineano i tratti del viso e compare il mento. Il piccolo comincia a fare pipì (beve il liquido amniotico e poi lo elimina). Viene secreta la bile e l’intestino comincia a lavorare, simulando i movimenti digestivi (peristalsi). Il cuoricino pulsa velocemente: circa 160 battiti al minuto.

In dettaglio, in primi tre mesi…

Prende forma.

Al termine del primo mese di vita, l’embrione è un esserino non più lungo di mezzo centimetro, ma attraverso l’ecografia è già possibile distinguere la testolina e il tronco. Alla 5ª settimana il cuore – a video se ne distingue nitidamente il pulsare - comincia a battere. Il fegato si posiziona nella parte destra dell’addome e ‘compare’ lo scheletro. All’inzio, però, si tratta solo di tessuto cartilagineo, quindi morbido, da cui spunteranno gli abbozzi degli arti superiori solo alla 6ª settimana, seguiti a distanza di un paio di giorni dagli arti inferiori e dopo altrettanti dal primo ‘abbozzo’ di manine. L’ossificazione vera e propria, ossia l’indurimento dello scheletro, comincia verso il terzo mese: parte dalle clavicole e prosegue fino alla nascita (nel caso delle ‘fontanelle’, gli spazi cartilaginei tra le ossa craniche del neonato, anche oltre l’anno e mezzo di vita).

Si sviluppa il cordone ombelicale.

Il collegamento tra la placenta e il cordone ombelicale si sviluppa tra la 5ª e la 9ª settimana. Rappresenta la nascita del legame tra mamma e bimbo, sia fisico sia emotivo e psicologico. Oltre alle sostanze nutritive, all’ossigeno e agli anticorpi, infatti, attraverso il cordone passano anche ormoni e sono proprio questi ultimi a veicolare al piccolo le diverse sensazioni della mamma, il suo stato d’animo, la tranquillità o lo stress.

‘Vive’ i tuoi stati d’animo.

Un bambino è il frutto del nutrimento che gli fornisce la mamma, sia in termini di sostanze nutritive sia di sentimenti ed emozioni. Per quanto riguarda le prime, l’alimentazione in gravidanza si compone soprattutto di cibi ricchi di vitamine e d’acqua, come frutta e verdura e va calibrata in base al rinnovato fabbisogno. Non è certo il momento di badare alla linea, anche perché il feto – o meglio il suo metabolismo – sta cercando di capire cosa lo aspetterà nella vita futura. Ricevendo pochi zuccheri o carboidrati, il suo centro di controllo dell’appetito si programmerà per sfruttare al massimo le sostanze nutrienti, con il risultato che, da adulto, anche un’alimentazione non eccessiva rischierà di farlo andare sovrappeso. Anche lo stato d’animo influisce: secondo alcuni studiosi, lo stress materno – trasmesso attraverso la placenta da un ormone chiamato cortisolo – prepara il feto a un ambiente minaccioso e rischia addirittura di indurre una nascita prematura.
Nasce il cervello.

Durante il primo trimestre la crescita del feto è vertiginosa: poche cellule iniziali diventano organi in breve tempo. Nella struttura di gran lunga più complessa, il cervello, verso la 5ª-6ª settimana si cominciano a disegnare le prime reti neurali (i ‘microchip’ del pensiero) al ritmo di 250.000 cellule al minuto. Molti studiosi sono convinti che intorno alla 7ª settimana il feto sia già in grado di provare sensazioni: è il suo modo di ‘pensare’, seppure ancora inconscio e primitivo.

Il momento più delicato.

La formazione dei vari tipi di cellule cerebrali e il loro posizionamento in zone precise, determinato geneticamente, è una fase delicata: ora più che mai il feto è sensibile a qualsiasi sostanza che, penetrando nell’organismo, possa influire su questo processo. Quindi, attenzione massima ai farmaci (da assumere solamente dietro prescrizione del ginecologo) e un no deciso ad alcol e nicotina. Altro aspetto da tenere sotto stretta sorveglianza è il possibile contagio da virus, per esempio la rosolia che, seppure rara, andrebbe evitata soprattutto nel primo trimestre. In tal senso è consigliabile vaccinarsi ancor prima di concepire, se non si è avuta la malattia da piccole. Per accertarsene, basta andare in un laboratorio di analisi e scoprire se siamo immuni effettuando la ricerca degli anticorpi”.

Diventa un lui o una lei.

Fino all’8ª settimana non è possibile stabilire il sesso del feto. Non ci riuscirebbe neppure lo strumento d’indagine più rivoluzionario e sofisticato, perché è l’organismo stesso a non avere ancora deciso. Il piccolo peduncolo di un millimetro che compare in questo periodo è, sì, un organo sessuale, ma non è ancora definitivamente maschile o femminile. O meglio: tutti gli esseri umani a questo stadio sono femmine, ma a decidere se il fiocco resterà rosa o diventerà azzurro sono gli ormoni regolati dal cromosoma maschile Y. Una differenziazione dei genitali esterni si avrà soltanto a partire dalla 12ª settimana.

ninna nanna con l'arpa


Phil Hollandè nata in Inghilterra, da madre irlandese e padre scozzese, ma è cremasca nel cuore. A 21 anni è volata in Italia come violinista dell’orchestra sinfonica emiliana ‘A.Toscanini’ e si è innamorata nel nostro paese. Quando è diventata mamma di Lorna, che ora è adolescente, abitava già a Crema. Ed è qui che ha formato tanti talenti musicali con la ‘Divertimento Academy’, una speciale ‘scuola di musica’, dove insegna con metodi innovativi. Il primo concerto della sua orchestra di bambini l’ha realizzato all’ottavo mese di gravidanza. La sua soddisfazione più grande, fusa con la gioia di diventare madre.
Il parto, la maternità, il legame con la sua bimba, hanno ‘toccato nuove corde’ nel suo animo. Ed è in quel periodo che l’esperienza musicale di Phil ha trovato realizzazione in un nuovo strumento, così vicino alle sue origini celtiche: l’arpa. Una musica seducente che le ha permesso di cantare e di comporre, per la prima volta, sinfonie tutte sue.

Phil quando e come hai scoperto il tuo talento di compositrice?
La prima, magica melodia che ho composto è stata la ninna-nanna di Lorna, che ogni sera, per anni, ho cantato dal vivo solo per lei: si intitola ‘The water is white’. Non l’ho mai eseguita in pubblico, ma ora finalmente mia figlia mi ha concesso di inserirla nell’ultimo album. E’ la conferma che diventare madre mi ha aperto nuove strade, liberando in me la vena creativa e l’ispirazione. L’essenza più profonda dell’essere donna e madre l’ho espressa proprio nelle musiche che ho realizzato in questi anni.

L’arpista Holland dal 2004 a oggi ha arrangiato, inciso e prodotto i cd “Lagan” e “Stories”. Nel 2006 ha pubblicato il volume “Songs in Time”, una raccolta di canzoni scoto–irlandesi, proposte con originali arrangiamenti. Nello stesso anno ha realizzato il CD “Going Home” (arpe celtiche, canto e violino). Infine nel 2008: “Faeries” e, quest’anno, ‘Seascapes’.

tri test a cosa serve


E' uno degli esami che consente di capire se il feto sta bene. Il Tritest permette di calcolare il rischio di Sindrome di Down o altre malattie cromosomiche.

COS'E'

Fino a qualche anno fa, era l’unico proposto. Oggi è riservato alle future mamme che si presentano in ritardo al primo controllo, superate le 12 settimane, perché è meno sensibile degli altri. Si tratta di un unico prelievo di sangue in cui vengono dosati tre ormoni (alfafetoproteina, estriolo e gonadotropina corionica) anch’essi associati alle anomalie cromosomiche.

QUANDO
Nel 2° trimestre, tra la 15ma e la 17ma settimana.

COSA RIVELA
Come il Test Integrato (di cui fa parte), oltre alla Sindrome di Down e altre anomalie cromosomiche, individua il rischio per i difetti del tubo neurale.

CAPACITA' PREDITTIVA
Individua circa l’80% dei feti down ma ha un numero alevato di falsi positivi, circa il 10%. Si corre cioè un rischio alto di dover effettuare un’amniocentesi per un feto normale.


Il test combinato: quando farlo e cosa rivela 

 

Detto anche ultrascreen, è uno dei test proposti a tutte le future mamme indipendentemente dall’età (oggi considerata uno tra i tanti fattori di rischio, ma non l’unico) che servono a fornire una percentuale di rischio di anomalie cromosomiche: come la sindrome di Down e altre più rare anomalie.

Il test combinato si chiama così perché combina i risultati dell’ecografia della TRANSLUCENZA NUCALE con i dati di un prelievo di sangue detto DUO-TEST (l’Ultrascreen associa gli stessi elementi, ma cambia il tipo di tecnica di laboratorio).
Il tutto si svolge in un’unica seduta. Con l’ecografia, il medico misura la plica nucale del feto, cioè l’accumulo di fluido nella zona retronucale, tra la cute e la colonna cervicale. A seconda del valore riscontrato, il rischio può risultare inferiore o superiore a quello calcolato soltanto in base all’età.

Ultimamente è stato proposto di associare alla translucenza nucale il controllo di altri marker, cioè “segni ecografici”, tra cui le OSSA NASALI. Ma la procedura è ancora in fase sperimentale e non è stata adottata nella pratica clinica.
Il prelievo di sangue chiamato Duo- Test serve, invece, a dosare due ormoni nel sangue materno (free-βhCG e PAPP-A), anch’essi associati alla presenza di anomalie cromosomiche.

QUANDO
Si effettua tra l’11ma e la 13ma settimana di gravidanza.

COSA RIVELA
Trisomia 21, meglio nota come Sindrome di Down, l’anomalia cromosomica più frequente (1200 casi all’anno in Italia). Ma anche le più rare trisomie 18 e 13 e altre malattie cromosomiche.

CAPACITA' PREDITTIVA
La sola ecografia ha già un’elevata predittività (circa del 75%). Associata al “Duo-Test”, la sensibilità raggiunge l’85% con il 5% di falsi positivi (cioè future mamme che risultano a rischio ma poi il feto è normale).